Piantaggine e altre erbe officinali

Un po’ di tempo fa, sui social, ho spiegato come preparare lo sciroppo di piantaggine, utile in caso di tosse e in generale per il benessere della gola.

Questo post ha avuto un grande riscontro e per questo ti parlo anche qui, sul mio blog, di questa pianta e anche di altre erbe, molto utili per la salute e il benessere, che in questo periodo sono nel massimo del loro splendore.

La piantaggine è un’erba umile, semplice, che ci può aiutare a risolvere cose fastidiose, come la tosse ostinata o il prurito dato da punture di insetti.

E’ un’erba che può essere presente ovunque e probabilmente l’hai già incontrata nei prati in campagna o nei parchi di città oppure ai bordi delle strade.

La puoi trovare di due specie diverse: Plantago lanceolata e Plantago major.

La differenza tra loro è nella forma delle foglie, affusolate e allungate nel primo caso (proprio come delle lance, da cui lanceolata) e arrotondate nel secondo.

Plantago lanceolata

Plantago major

Entrambe hanno una caratteristica particolare: le nervature parallele tra loro che partono dalla base della foglia.

Sono utili entrambe, ma, se puoi scegliere, quella lanceolata è la più ricca di elementi utili per fare il nostro sciroppo. Io di solito uso quasi tutte foglie di piantaggine lanceolata, ma se trovo delle belle foglie di piantaggine maggiore aggiungo anche un po’ di quelle.

Lo sciroppo di piantaggine è utile per lenire e calmare la tosse grazie alle sue mucillagini, per favorire la risoluzione del catarro e, in generale, per la salute della gola e degli organi respiratori.

Molto utile, visto che siamo in un sito che parla anche di voce, anche in caso di voce rauca.

ATTENZIONE (vale per tutte le erbe e i fiori che raccogli):

  • raccogli la piantaggine solo se sai esattamente cosa stai raccogliendo, la prima volta fallo insieme a qualcuno che la conosce bene
  • evita di estirpare tutta la piantina, ma stacca qualche foglia da ogni pianta in modo che quasi non ci si accorga che sei passato, soprattutto non staccare tutti i fiori che, con i loro semi, garantiranno la riproduzione per il prossimo anno. E fai anche attenzione ad eventuali limiti alla raccolta che possono esserci in certe valli montane (informati!)
  • e, infine, verifica di non avere allergie verso quest’erba (non si sa mai!)

 

Ecco il procedimento:

  • Vai a raccogliere la piantaggine in un luogo pulito, preferibilmente in campagna o meglio ancora in montagna lontano dal traffico e da campi coltivati. Raccoglila in un momento in cui hai tempo per fare lo sciroppo in giornata per mantenere i principi attivi. Il momento balsamico – quel lo perfetto per fare lo sciroppo – è proprio in questo periodo, poco prima della fioritura, quando i lunghi fiori stanno già spuntando, ma non sono completamente aperti.
  • Taglia poi le foglie con le forbici in pezzi di due-tre centimetri per favorire il rilascio dei principi attivi e mettile in un vasetto con i chiodi di garofano e lo zucchero (sotto trovi le dosi).

  • Lascia il vasetto chiuso esposto al sole per almeno 20- 30 giorni e ogni giorno scuotilo un po’ per mescolare bene gli ingredienti

  • Quando lo zucchero avrà assorbito i principi attivi (se hai usato lo zucchero bianco è facile capirlo perché sarà diventato scuro, se hai usato quello grezzo integrale come faccio io vedrai che si è quasi completamente sciolto) metti il vasetto a bagnomaria in un pentolino e porta l’acqua a 50 gradi…mi raccomando, non di più, usa un termometro da cucina. Vedrai che lo zucchero si scioglie completamente e a quel punto puoi filtrare lo sciroppo attraverso un colino a maglie strette.
  • Ora, se vuoi, puoi aggiungere un cucchiaio di miele e conservare il tuo sciroppo in frigo. Si mantiene addirittura per qualche anno, ma ti consiglio di consumarlo entro un anno dal momento in cui l’hai fatto.

 

Ecco le dosi degli ingredienti che puoi moltiplicare o dividere a seconda della quantità di piantaggine che hai raccolto:

  • 100 g piantaggine (pulita e asciugata)
  • 250 g zucchero (bianco o grezzo)
  • 2 chiodi di garofano
  • (facoltativo 1 cucchiaio di miele)

 

La piantaggine, oltre a questa, ha anche altre qualità: le foglie fresche stropicciate con le mani, sfregate sulle punture di insetti leniscono il prurito e calmano l’irritazione.

Sono anche utili in caso di screpolature, piccoli tagli e escoriazioni.

Il succo fresco di piantaggine, infatti, accelera la guarigione delle ferite superficiali.

Per ottenerlo in una situazione di emergenza, basta raccogliere una manciata di foglie e schiacciarle e tagliuzzarle con le mani finchè non si sente l’umido del loro succo e quindi applicarlo sulla zona da trattare, la stessa cosa si può ottenere fasciando la ferita con le foglie.

Le foglie possono anche essere applicate sugli occhi chiusi in caso di occhi arrossati o irritati.

Sono ovviamente rimedi per piccole cose, ma te li racconto perché può succedere di essere fuori per una passeggiata e di avere questi piccoli fastidi.

Se conosci la piantaggine puoi trarne beneficio.

Ti ho detto all’inizio che ti avrei parlato anche di altre erbe.

Ti ricordo, infatti, che questo è un buon momento anche per raccogliere la malva, io inizio a raccogliere i fiori in questo periodo (facendo attenzione a prenderne solo un po’ per ogni pianta in modo da lasciarne sempre qualcuno sia per gli insetti, sia perché la pianta si possa riprodurre il prossimo anno) e proseguo per tutte l’estate. Li faccio poi seccare lasciandoli su un vassoio per qualche settimana.

Con la malva si può fare un’ottima tisana antinfiammatoria per la gola – infatti la malva è una delle quattro erbe che rientra nella famosa Tisana per la voce attribuita niente di meno che a Pavarotti.

Per avere il suo massimo potere ti ricordo che questa tisana va fatta a freddo, cioè metti un cucchiaino di fiori di malva in una tazza di acqua fredda, magari alla sera e al mattino avrai un’acqua che è diventata gialla per la dispersione degli elementi utili della malva, tra cui le mucillagini, che sono quelle che si rovinerebbero con il calore della bollitura, e che sono responsabili dell’azione lenitiva e antinfiammatoria.

Se non vuoi berla fredda, la puoi intiepidire leggermente, ma mai bollire.

Ecco, ti parlo di queste due erbe perché sono quelle che sono utili maggiormente in caso di problemi che riguardano la gola e di conseguenza la voce, ma in questi mesi i prati sono tutto un fiorire di erbe meravigliose, edibili e utili. Ti dico le prime tre che mi vengono in mente guardando il prato del mio giardino.

Puoi trovare in abbondanza il tarassaco – depurativo, disintossicante, diuretico – ottimo crudo nelle insalate oppure da aggiungere a frittate o passati di verdura.

Il piattello (Hypochoeris radicata) – antiossidante, depurativo, antibatterico – anch’esso da usare come il tarassaco.

L’ortica – una delle piante officinali più utili per le sue numerose proprietà benefiche per la salute – con cui puoi fare frittate, risotti, passati di verdura o farla seccare per tisane depurative.

Ci sono moltissime erbe che possono arricchire le tue insalate primaverili e portarti numerosi benefici, inizia a conoscerle poco per volta, magari proprio da quelle che ti ho nominato qui, assicurandoti che siano loro chiedendo a chi le conosce bene.

Mentre cerchi queste erbe passerai del tempo all’aria aperta e il contatto con la natura – ormai numerosissimi studi scientifici lo hanno dimostrato – può farci solo bene e permetterci di vivere la nostra quotidianità magari fatta di mille impegni, appuntamenti e di vita cittadina, in modo migliore e con un benessere più profondo.

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